"SCORRE
LISCIO IL PAESAGGIO SULLA MUSICA DA VIAGGIO, AD UN RITMO CHE
LEGGERO VELA IL SOFFIO DEL MOTORE".
(STRANAFONIA, Il viaggio verso oriente, da "Per un vecchio
pazzo",1997)
Canticchio
sola soletta. Dalla città del gianduiotto parto e scivolo
giù, solleticando il fianco tirrenico d'Italia, fino ad
approdare a Roma caput mundi. Meta del trip: il mio ennesimo,
godurioso concerto degli Eurosmith. Ho ancora sui vestiti l'eco
dell'ultimo loro live che ho seguito a Lu Monferrato, al Mephisto:
rock tra un sali scendi continuo di colline caramellate e nocciolate.
And now...JAILBREAK. Atmosfera da meeting. Dopo il sound check
inizia la carrellata di rare videos dei Bostoniani, e il locale
inizia a riempirsi di Aero/Euro fans appassionati e di semplici
curiosi. Negli occhi della gente leggo l'attesa e l'adrenalina
che pompano: stesse emozioni che da anni m'inondano ad ogni loro
performance. Qualcuno dirà che, dopo così tanto
tempo in cui milito nell'Aero/Eurosmith world, sarà sempre
la Same old song & dance...io ribatto con semplicità
e schiettezza: non ci si stanca di un Amore purchè questo
generi sempre input nuovi; e da oltreoceano e da Roma gli stimoli
non alzano il cartello STOP! Sulle note di "The warriors"
inizia lo show, e la famosa colonna sonora è ingoiata vorticosamente
dalla prima potente e storica song degli Aerosmith: Make it, che
timbra la serata. Incipit degno di lode, che fa rotolare la memoria
indietro, fino al first parto musicale di Mr.Tyler & Co:"Aerosmith",
debutto che frutta 8 brani considerevoli. Il decollo del 1°
Italian Aeromeeting è avvenuto con successo. Il volo continua
sulla scia di Make it con One Way Street; prosegue poi tutto d'un
fiato, saltando qualche decennio, con hits e ballatone che partono
dall'album Done with mirrors, toccano Permanent Vacation, graffiano
Pump, mordono Get a grip, stuzzicano Nine Lives e solleticano
Just push play : Love in an elevator, Monkey on my back, Cryin',
Let the music do the talking, Rag Doll, Crazy, Livin' on the edge,
Flesh, Jaded, What it takes, Pink, e con The other side si conclude
la prima tranche della serata. La seconda parte inizia a gran
sorpresa con una formazione nuova, dove tutti i membri degli Eurosmith
sono sostituiti da musicisti-fans di apprezzabile bravura; tra
questi merita una menzione particolare, nei panni del chitarrista
solista, Nicola Saba (responsabile dell' Aerosmith Italia e uno
degli organizzatori dell'Aeromeeting in questione); della band
romana originaria rimane solo Luca, che con maestria vocale, grinta,
charme, passione costanti e un'innata somiglianza fisica e timbrica
con Steven, porta avanti un energico e coinvolgente spettacolo
tutto Seventies: Back in the saddle, Walkin' the dog, Lord of
the thighs, Draw the line...lauto pasto per gli appassionati più
accaniti! Personalmente, sono i brani del periodo che più
amo, e per i quali provo un affetto particolare perchè
mi riportano ai due giorni incredibili (23 e 24 marzo 2001) trascorsi
a Monaco di Baviera insieme al caro Luca e alla meravigliosa manager
degli Eurosmith, Roby Valenti, in occasione del Meet & Greet
con gli Aerosmith per l'uscita di Just push play e del successivo
concerto al Babylon. Interessante il duetto di Luca e Claudia
nella più recente Misery. La parte finale della serata
esordisce con Sweet emotion, su cui si inseriscono Pucci Lattanzi
e Andrew Crudo dei Custard Pie con l'energica Heartbreaker dei
Led Zeppelin.Continua lo show con un'impennata di pezzi sconsigliati,
per ragioni diverse, ai cardiopatici: Eat the rich, Mama Kin,
Dream on, Walk this way, Amazing. Anche qui un cioccolatino regalato
all'uditorio: Born to be wild cantata da Davide Gionfriddo from
Circus insieme a Luca. Sigla il meeting la romantica I don't want
to miss a thing. Tre ore di grandioso omaggio agli Aerosmith da
parte della loro più vecchia tribute band italiana. Tre
ore in cui gli Eurosmith hanno dato prova di abilità musicale,
di passione e di convinzione nel loro lavoro.Tre ore in cui il
concetto trainante è Make it, don't break it, che è
in fondo il concretizzarsi di Dream On.Tre ore in cui la band
romana pizzica le corde del mio passato e fa risuonare tanti ricordi
legati agli Aerosmith e alle persone che con me, negli anni, li
hanno ascoltati e urlati a squarciagola. Tre ore in cui l'emozionarsi
diventa sorella di una catarsi e madre di un coito musicale pluriorgasmico.
Tre ore in cui l'appetito per la musica lascia strada all'ingordigia
di chi non riesce a saziare le proprie voglie di rock puro...e
nella gola dei presenti resta l'acquolina per il prossimo Aeromeeting...nel
frattempo
Rock
on! Elisanna