Recensione del MAKE IT!!! 1° Italian Aeromeeting - Jailbreak, 06 Aprile 2003

06/04/2003

"SCORRE LISCIO IL PAESAGGIO SULLA MUSICA DA VIAGGIO, AD UN RITMO CHE LEGGERO VELA IL SOFFIO DEL MOTORE".
(STRANAFONIA, Il viaggio verso oriente, da "Per un vecchio pazzo",1997)

Canticchio sola soletta. Dalla città del gianduiotto parto e scivolo giù, solleticando il fianco tirrenico d'Italia, fino ad approdare a Roma caput mundi. Meta del trip: il mio ennesimo, godurioso concerto degli Eurosmith. Ho ancora sui vestiti l'eco dell'ultimo loro live che ho seguito a Lu Monferrato, al Mephisto: rock tra un sali scendi continuo di colline caramellate e nocciolate. And now...JAILBREAK. Atmosfera da meeting. Dopo il sound check inizia la carrellata di rare videos dei Bostoniani, e il locale inizia a riempirsi di Aero/Euro fans appassionati e di semplici curiosi. Negli occhi della gente leggo l'attesa e l'adrenalina che pompano: stesse emozioni che da anni m'inondano ad ogni loro performance. Qualcuno dirà che, dopo così tanto tempo in cui milito nell'Aero/Eurosmith world, sarà sempre la Same old song & dance...io ribatto con semplicità e schiettezza: non ci si stanca di un Amore purchè questo generi sempre input nuovi; e da oltreoceano e da Roma gli stimoli non alzano il cartello STOP! Sulle note di "The warriors" inizia lo show, e la famosa colonna sonora è ingoiata vorticosamente dalla prima potente e storica song degli Aerosmith: Make it, che timbra la serata. Incipit degno di lode, che fa rotolare la memoria indietro, fino al first parto musicale di Mr.Tyler & Co:"Aerosmith", debutto che frutta 8 brani considerevoli. Il decollo del 1° Italian Aeromeeting è avvenuto con successo. Il volo continua sulla scia di Make it con One Way Street; prosegue poi tutto d'un fiato, saltando qualche decennio, con hits e ballatone che partono dall'album Done with mirrors, toccano Permanent Vacation, graffiano Pump, mordono Get a grip, stuzzicano Nine Lives e solleticano Just push play : Love in an elevator, Monkey on my back, Cryin', Let the music do the talking, Rag Doll, Crazy, Livin' on the edge, Flesh, Jaded, What it takes, Pink, e con The other side si conclude la prima tranche della serata. La seconda parte inizia a gran sorpresa con una formazione nuova, dove tutti i membri degli Eurosmith sono sostituiti da musicisti-fans di apprezzabile bravura; tra questi merita una menzione particolare, nei panni del chitarrista solista, Nicola Saba (responsabile dell' Aerosmith Italia e uno degli organizzatori dell'Aeromeeting in questione); della band romana originaria rimane solo Luca, che con maestria vocale, grinta, charme, passione costanti e un'innata somiglianza fisica e timbrica con Steven, porta avanti un energico e coinvolgente spettacolo tutto Seventies: Back in the saddle, Walkin' the dog, Lord of the thighs, Draw the line...lauto pasto per gli appassionati più accaniti! Personalmente, sono i brani del periodo che più amo, e per i quali provo un affetto particolare perchè mi riportano ai due giorni incredibili (23 e 24 marzo 2001) trascorsi a Monaco di Baviera insieme al caro Luca e alla meravigliosa manager degli Eurosmith, Roby Valenti, in occasione del Meet & Greet con gli Aerosmith per l'uscita di Just push play e del successivo concerto al Babylon. Interessante il duetto di Luca e Claudia nella più recente Misery. La parte finale della serata esordisce con Sweet emotion, su cui si inseriscono Pucci Lattanzi e Andrew Crudo dei Custard Pie con l'energica Heartbreaker dei Led Zeppelin.Continua lo show con un'impennata di pezzi sconsigliati, per ragioni diverse, ai cardiopatici: Eat the rich, Mama Kin, Dream on, Walk this way, Amazing. Anche qui un cioccolatino regalato all'uditorio: Born to be wild cantata da Davide Gionfriddo from Circus insieme a Luca. Sigla il meeting la romantica I don't want to miss a thing. Tre ore di grandioso omaggio agli Aerosmith da parte della loro più vecchia tribute band italiana. Tre ore in cui gli Eurosmith hanno dato prova di abilità musicale, di passione e di convinzione nel loro lavoro.Tre ore in cui il concetto trainante è Make it, don't break it, che è in fondo il concretizzarsi di Dream On.Tre ore in cui la band romana pizzica le corde del mio passato e fa risuonare tanti ricordi legati agli Aerosmith e alle persone che con me, negli anni, li hanno ascoltati e urlati a squarciagola. Tre ore in cui l'emozionarsi diventa sorella di una catarsi e madre di un coito musicale pluriorgasmico. Tre ore in cui l'appetito per la musica lascia strada all'ingordigia di chi non riesce a saziare le proprie voglie di rock puro...e nella gola dei presenti resta l'acquolina per il prossimo Aeromeeting...nel frattempo

 

Rock on!

Elisanna

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