Music Live Magazine - Eurosmith interview - June 2011

01/07/2011
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Eurosmith

Parlando di tribute non potevano mancare loro,gli Eurosmith,tributo ai favolosi Aerosmith! Parlo con l'alter ego di Steven Tyler,Luca(ragazzi,l'emozione era grande come avessi parlato con Tyler...vedrete perchè!).

Gli chiedo chi ha pensato a una tribute degli Aerosmith,difficile da"imitare" vista l'estensione vocale di Tyler:"

L’idea di formare la prima tribute band italiana agli Aerosmith nasce dal frontman e leader del gruppo Luca Celletti nel 1997, anno in cui “Eurosmith” diviene il nome ufficiale della band.

I musicisti della band sono stati selezionati tramite audizioni dopo aver accertato reciprocamente la propria passione per gli Aerosmith e una certa indipendenza, che potesse dar modo di affrontare questa avventura musicale senza molti limiti e frontiere. Personalmente ho sempre considerato il tempo di permanenza condiviso dalla line up giudice naturale per il destino della band stessa e quindi di grande importanza per l’evolversi del livello artistico, per il grooving musicale e per me, cosa molto importante, l’entusiasmo di ognuno dei musicisti nel condividere le proprie emozioni insieme."

Mi soffermo sul nome,eurosmith:buon auspicio per una popolarità europea?:"

Onestamente, quando nel 1997 ero alla ricerca di un nome adatto al tributo agli Aerosmith, non fui io per primo a pensare a questo nome. Ricordo che con l’immancabile ironia di sempre, parlando con un mio caro amico musicista, pensando all’euro appena entrato in Europa, scherzandoci sopra, lo presi come un suggerimento da parte sua...Da subito pensai che l’allegria di quel momento, il nome ispirato al continente di nostra provenienza, era di buon auspicio e perfetto... In effetti posso dire che negli Eurosmith alberga una forte tendenza pioneristica."

Almeno in questo senso l'euro ha portato fortuna!Sono rapita dal Tyler italiano...non posso fare a meno di chiedere come ha cominciato e se,oltre al progetto Eurosmith,ha lavori indipendenti:"

Era il 1981 quando acquistai una batteria...Cominciai come batterista. Da tempo ascoltavo e consideravo l’Hard Rock come una finestra aperta sulla mia vita alla quale ero attratto ad affacciarmici visceralmente...Le emozioni che provavo già da adolescente ascoltando e fantasticando in generale mi spinsero ad iniziare una vita ricca di esperienze musicali e incontri nel corso di questi anni fino ad oggi. Nel 1993 iniziai a dedicarmi al canto, già da allora iniziai a proporre brani come Dream on, One way street al gruppo di covers miste con cui iniziai a cantare, gli “Yes of course”.

Ho attualmente in cantiere la realizzazione di un album di miei brani originali, il progetto si chiama LaceBlack. Spero presto ne sentirete parlare...La mia prima composizione registrata in studio risale al 1984, che vede me alla batteria e alla voce nel il brano “Dream’s moment”...Ne vado orgoglioso e ci terrei a dirlo, un brano che dedico ad un carissimo amico, Luca Plangger, che mi aiuto’ negli arrangiamenti e che ora purtroppo non è più con noi ma sempre presente nel cuore dei suoi cari."

Sicuramente sarà così.Voglio un suo parere sul perchè si preferisce formare una tribute:per un successo più immediato?:"

Personalmente vivo da sempre il tributo come una vera e propria passione come quella che ho per quel che mi piace fare in generale..Non mi sono mai posto il problema. Sicuramente il fenomeno delle tribute bands si è evoluto ed espanso in maniera enorme da quando all’inizio, metà anni novanta, era una vera e propria novità in Italia. So per certo che questo fenomeno è ben accetto anche all’estero e ad esempio in Uk esiste da almeno 20 anni se non di più. Ho militato come cantante in una Aerosmith tribute band inglese per circa tre anni e mezzo, dal 2001 a fine 2004, ho potuto conoscere da vicino le realtà locali e la qualità di partecipazione da parte dell’audience, qualcosa da apprezzare. Si avverte che c’è una volontà al divertimento, un sicuro sguardo verso la qualità del prodotto ma molta predisposizione a divertirsi fin dall’inizio del live-act. ….Forse è questione di abitudine o di carattere, sicuramente anche un fatto culturale molto più forte e accettato senza il senso di crearsi chissà quali barriere anche a livello di accettazione del fenomeno...Direi che per me aver dato vita al tributo è l’aver iniziato una festa...non si sa mai con chi andrai a brindare per ultimo ma di sicuro lo si sarà fatto insieme a qualcuno, fortunatamente spesso qualcuno di molto speciale!"

D'accordo con lui su tutta la linea...adesso però devo dirlo:spesso mi sono chiesta se fosse un lontano aprente di Tyler vista la somiglianza spiccata!Ha aiutato questo fattore con il pubblico?:"

Credo che la somiglianza naturale sia senza dubbio un punto a favore, credo però che proprio perchè ci debba essere una predisposizione a capire che in fondo si tratta di una sorta di festa, dove le emozioni e le vibrazioni debbano essere leggere e profonde allo stesso tempo, perchè a parte l’impatto visivo, si tratta di interpretare con il cuore. Descriverei il tributo con due caratteristiche fondamentali: Si può scimmiottare il proprio cosidetto idolo e può essere sufficiente comunque per essere apprezzato da alcuni ma  il tributo può essere anche qualcosa dove ci si può misurare, qualcosa che data la grande fama dei veri autori che si reinterpretano, può essere pericoloso e controproducente se non fatto con una profonda intesa con se stessi. Non voglio dire che si tratta di fare il lavoro dell’attore ma invece di interpretare senza veli quello che si sente, anche e soprattutto da grande fan...Questo mi ha aiutato e a farmi sentire me stesso comunque nelle più diverse situazioni, anche in terra straniera."

E’ stata questa la molla per decidere di formarne una tribute? Quando giri per strada la gente rimarrà colpita credo…

Capita...ed è un vero piacere ma io sono molto molto alla mano...E rimango Luca...,)).

Confermo ragazzi..è un vero piacere sentirlo parlare!Devo fargli i complimenti per la bravura ed il coraggio,vocalmente parlando,nel cimentarsi a proporre i brani della band originale.Dote naturale o tantissimo studio?:"

Ci credi?...Devo ancora iniziare la fase che io chiamerei “di Studio”...Seriamente, ho cantato e provato molto, è certo ma credimi, senza falsa modestia, come qualcuno potrebbe pensare, sinceramente penso che sono sempre all’inizio...non si finisce mai di imparare no?.... e che il bello debba ancora arrivare.."

Vero,e personalmente penso che anche le band più famose a livello internazionale abbiano sempre da imparare.Continuo facendogli notare che Steven ha molta energia sul palco ed è molto estroso nel modo di proporsi ai fan:cosa c'è di simile in te?:"
A parte la voce che a volte reputo molto simile e ad un look estroso, quasi mai da me copiato al dettaglio ma molto personalizzato, in onore al fatto di ricreare lo spirito della cosa e non ad esserne il clone, credo che Steven sia molto solare e allo stesso tempo scuro e profondo, come nei contrasti del Rock stesso. Io credo di essere abbastanza dark e allo stesso tempo solare e profondo...,)) Mi piacciono le boutique, i mercatini nelle vie e piazze, sono un ricercatore quando posso ma non mi impressiono facilmente. Ho anche la fortuna di avere due grandi persone al mio fianco, mia madre e una mia cara amica e grande stilista, Esther Kowalsky, che davvero mi supportano e mi sopportano da almeno 12 anni realizzando in tessuti le mie idee per i miei abiti di scena..."

Confermo anche il fatto che sia solare e non penso sia così difficile sopportarlo!Ma l'essere così simile all'originale non può,secondo lui,portare il pubblico ad avvicinarsi soo per pura curiosità visiva?:"

Potrebbe accadere ma credo che oggi, come dicevo prima, ci sono moltissime tribute bands in generale quindi il pubblico è più abituato, naturalmente chiunque non si fermerebbe all’immagine visiva ma credo sia un ottimo punto di partenza per suscitare curiosità."

Gli Aerosmith sono una delle band rock più longeve che ha saputo unire diverse generazioni:quale il segreto secondo te? :"

Oggi come oggi può essere reputato essere un segreto il come fare ad essere davvero se stessi....

Credo che loro siano figli di epoche particolari ove tutto era meno piatto in confronto ad oggi, forse più confuso ma solo perchè in stretta relazione con un certo fermento sociale e culturale. Di tempo ne è passato dai figli dei fiori alle produzioni cinematografiche come Armageddon...Ma il merito è appunto alla longevità della band che riesce tutt’oggi a narrare e descrivere i propri contenuti in maniera così attuale e affascinante.Mi piacciono molto gli Aerosmith dei 70’s, mi ricordano qualcosa dei vari periodi della mia vita, sono parte di un retrò che è sempre presente in noi tutti e sempre lo sarà, basta scavare...in fondo è quello che facciamo ancora, alla ricerca dei segreti e meno male...

Io sono molto umorale, nei miei live penso molto alla qualità dei suoni, alla congruenza e all’intesa della band, mi calo nella dimensione in maniera naturale divertendomi in quel che facciamo insieme...credo che questo si avverta e tutto il resto è giusto che venga da se...molto dipende anche dal pubblico e dall’ambiente, dalle onde di energia che ci tornano indietro ma questo vale per tutti a tutti i livelli.

Certo è che penso molto a chi partecipa alla festa e ne sono molto onorato!"

E io sono onorata a parlare con lui,persona davvero profonda.Gli chiedo qual'è la canzone che lo rappresenta di più e se sceglierebbe più ballad o rock sound:"

Dream on...no Walk this way...no ….Dude....

Difficilissimo da scegliere ma il grooving dei brani graffianti è davvero catchy! A love at first bite!"

E come dargli torto,no?Gli chiedo chi è il pubblico degli Eurosmith e com'è il rapporto con i fan anche fuori dal palco:"


Ho notato che non ci sono segni particolari nel pubblico degli Eurosmith, immagino sia dovuto al fatto che suoniamo la musica di una delle più conosciute e incredibili Rock Bands di tutti i tempi.

 

Purtroppo capita spesso che ci si debba concentrare tutti insieme almeno quei 5 minuti prima di salire on stage...è un disastro...hehe

 

Siamo conosciuti e apprezzati anche all’estero, ne andiamo molto fieri. Le persone si ricordano di noi, del nostro passaggio e di molti aneddoti del momento...E’ bellissimo. All’estero direi che ci sia più voglia di esternare il proprio piacere nel mentre dello show,in fondo, come ho detto prima, lo scopo è quello di creare una atmosfera colma di energia positiva e divertente per tutti tra tutti, c’è una certa coscienza di questo ma questo capita anche in Italia!"

In effetti all'estero c'è un altro modo di vivere queste realtà musicali.Gli chiedo le sensazioni a fine live e...udite udite,dell'incontro con Tyler:"

Riuscire a condividere un po di tempo tra noi in camerino con un drink e mischiarci al pubblico appena possibile, quando è possibile.

 Potrei raccontarti diversi episodi dato che almeno tre volte ho avuto la fortuna di incontrare la Band e soprattutt Mr. Tyler himself... ma basta andare a leggere sulla nostra biografia per curiosare nei dettagli.

E’ stato un enorme piacere aver potuto incontrare Steven dopo l’Aero show a Venezia lo scorso 3 luglio.

Mi ha sorpreso la luce dei suoi occhi e il suo sguardo, la sua incredibile modestia e disponibilità per circa un’ora di conversazione nella hall dell’albergo, alle 4 di mattina del 4 luglio dopo avermi riconosciuto e direi anche apprezzato...ecco questa è una bella cosa , molto particolare che può capitare nella vita, tutto è possibile ed è bene dirlo. La cosa che mi ha fatto divertire di più in sua compagnia è che mi mostrò una sorta di giocattolo sonoro che riproduceva delle buffe voci e suoni come anche il Claxon di un tir...Mi disse che dalla regia, mentre lui era on stage durante la performance, gli mandavano tramite airmonitor le più disparate situazion sonore, come il verso della mucca quando lui prendeva una semistecca..davvero troppo divertente!"

E qui la sana invidia è d'obbligo! ecco una scaletta tipo di un loro live:"

Movin’ out - Toys in the attic - Cryin’ - Love in an elevator - Monkey on my back - Mama kin - Same old song and dance - What it takes - Dude - Hangman jury - Heart’s done time - Fallin’ in love - Janie’s got a gun - Livin’ on the edge - Rag doll - Crazy - Pink - Draw the line - Mother pocorn-Walk this way - Baby please don’t go - Dream on - Sweet emotion- ENCORE: Eat the rich -I don’t want to miss a thing - Train kept a rolling.....Ma in fondo finchè non si è al concerto non si saprebbe mai quale sarebbe la set list decisa...

Progetto è quello di continuare a divertirci e a perfezionarci anche su nuove aerosongs. Abbiamo un repertorio di circa 40 brani al momento che facciamo ruotare a secondo della situazione. La prossima data importante sarà allo Stelvio, per la 35° edizione, si tratta di uno dei motoraduni più grandi e importanti in Italia, noi saremo gli headliners...altri appuntamenti sono  questa estate in Belgio, poi Svezia e Germania...Contiamo di mantenere il nostro spirito pioneristico vivissimo e di tornare presto in Russia come in altri paesi dove abbiamo suonato."

Ragazzi,se vi capita di vedere Luca e compagni su un cartellone che pubblicizza un loro live non perdeteli.E spero che anche voi abbiate il piacere di intrattenervi con lui.Rock on!

 


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