Luca interview for MUSICAL NEWS by Paolo Ansali

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Interviste
Pubblicato il 01/04/2008 alle 13:22:04
Luca Celletti: dieci anni negli Eurosmith, cover e non solo
Dieci anni di attività per gli Eurosmith, guidati da Luca Celletti, che nel ’97 decise di rendere un caloroso tributo alla gloriosa band di Steven Tyler e Joe Perry. Ne parliamo con il rocker romano.

Dieci anni di attività per gli Eurosmith, guidati da Luca Celletti, che nel ’97 decise di rendere un caloroso tributo alla gloriosa band di Steven Tyler e Joe Perry. Ne parliamo con il rocker romano.

Dieci anni di attività per gli Eurosmith, guidati da Luca Celletti, classe '66, voce e perno su cui ruota la line-up, che nel ’97 decise di rendere un caloroso tributo alla gloriosa band di Steven Tyler e Joe Perry. Non era la sua prima esperienza professionale. Alle spalle gli esordi come batterista
in varie formazioni tra cui i Glory Hunter, due demo nei primi 90’s, tra i primi a suonare prog-metal in Italia. La sua smisurata passione per il mitico vocalist, guarda caso anche Tyler iniziò come drummer, e la passione per il rock-blues lo portò a fondare una delle migliori tribute-band italiane, attiva sui palchi nostrani ed europei. Lo show è ben rodato con una scaletta che può muoversi tra vari classici, passando dai pezzi più duri (vedi “Eat the rich”) alle ballads (“Dream on”, “What it takes”) e gli hits come “Rag doll e “Pink”. Celletti ha avuto l’onore di conoscere Mr. Tyler in persona, al Neapolis Festival nel 98 e alla presentazione di “Just push play” a Monaco dove è stata scattata la foto insieme (non è facile distinguerli!). Per un periodo si è trasferito in Inghilterra ma è tornato a Roma con nuove energie. Interessante l’ideazione di un Aero-Meeting, finora giunto a tre edizioni. Il tragico incidente dell’anno scorso, avvenuto prima di un concerto a Voltabrusegana (PD) non ha fermato l’attività. Nonostante la shock e il dolore, la cosa migliore era continuare, cosi è stato. Gli Eurosmith sono arrivati sul palco di San Remo Off dove il rock singer ha presentato, per la prima volta, alcuni brani originali, riportando un lusinghiero successo.


Come è nata l'idea di creare una tribute-band dedicata agli Eurosmith, la prima in assoluta in Italia?
L’Aerosmith Tribute nasce nel 1996. Le alchimie più vintage della mitica band di Boston racchiudevano per me molto di quei generi che amavo ascoltare, spaziando dall’hard al rock-blues più caldo e graffiante, fino alle melodiosissime ballads. Una sorta di sfida, mi spinse a sognare futuri live acts come Aerosmith tribute-band. I colori della loro musica e una certa somiglianza con il leader Steven Tyler fecero il resto. Il nome Eurosmith venne da me dato nel finire del 1997.

Quanto c'è di personale nel riproporre un vocalist così peculiare e conosciuto come Steven Tyler, sia a livello vocale che di look?
Moltissimo! A volte mi chiedo se non ci sia davvero troppo di personale... Non ho mai desiderato vedermi nelle vesti di un vero e proprio clone per sentirmi quella persona in tutto e per tutto. Credo che gli ammiratori degli Aerosmith si divertano a scoprire le vare sfumature in un nostro live act, il modo di come possiamo trasmettere l'essenza della grande band. Anche per me è così. Credo che una prova sia proprio questa, mi piace giocare sul fatto che abbia una somiglianza naturale con Steven e allo stesso tempo fare un po’ mio lo show, in modo passionale. A fine spettacolo rimane il ricordo di una grande serata. Una cosa importantissima per un artista.

Come viene scelta la set-list visto che gli Aerosmith hanno un repertorio a dir poco esteso.
Oltre gli Eurosmith ho guidato una tribute band in Inghilterra per tre anni, i Toxic Twins,li ho notato che un audience di eta più matura apprezzava molto il periodo vintage e sicuramente più R'n'R dei Bad Boys di Boston. Ovviamente le hits classiche non potevano mancare nella nostra set list ma ci dedicammo a scoprire e proporre un'ampio spazio al periodo 70s. E’ un’esperienza bellissima avere un repertorio vario e creare una set list sul posto, insieme al gruppo, dopo aver notato l'atmosfera dell'ambiente in cui suonerai. Questo è quello che continuo a far vivere agli Eurosmith attualmente.

Qual'è'il tuo disco preferito degli Aerosmith, negli anni '70 e '80?
“Toys in the attic”! Potrei dire che è l'album che ha anticipato tutti gli altri, ho un legame affettivo con classici come “Walk this way”, “Sweet emotion” e la title-track. Poi direi “ Permanent vacation”, forse il più indicativo a livello commerciale, è di certo un gioiello di genialità, la quale genialità ha tracciato in futuro lo stile di ogni Aero-album sino ad oggi.

Dopo l'incidente dell’anno scorso quanto è stato importante ritornare a suonare subito?
Sono felice di questa domanda. Forse non tutti sapranno ma gli Eurosmith sono stati vittime di una disgrazia a fine giugno del 2007, un incidente stradale dove la nostra cara amica Irene, la fidanzata di Mamo, il nostro chitarrista, è deceduta. Lei è il nostro angelo in cielo ora. Io ho corso il rischio di perdere un braccio. In cuor mio la prima cosa che ho voluto era rimanere insieme, in un modo o nell’altro. La forza di tutti e l'amicizia hanno permesso di non dividerci e solo dopo venti giorni dall'incidente ero già sul palco con i miei compagni per dedicare una serata ad Irene, insieme ai suoi più cari amici musicisti e non. Il tempo è passato, stiamo sicuramente meglio ora, credo sia stato fondamentale per tutti ritornare a suonare subito, ma il ricordo di Irene rimarrà sempre nei nostri cuori e nei nostri live acts.

La line –up ha avuto vari cambi nel tempo, attualmente chi sono i musicisti degli Eurosmith?
Fanno parte dell'attuale formazione Marco Tognazzo alla chitarra ritmica, Massimiliano Giusti alla solista, Aleks Ferrara al basso, Andrea Nofri e Raoul Battilani alle tastiere e Camillo Alberini alla batteria.

Parliamo del recente concerto a San Remo Off in cui hai portato anche dei pezzi inediti.
Esatto, ho inserito quattro dei miei brani originali nella set list degli Eurosmith, "Secret Lovin", che è una ballad voce e piano, "One drink to roll", "Borning day" e “Sexy mother tongue”. Averli cantati per la prima volta sul palco, nella piazza centrale di San Remo nella serata della finale del festival, è stato entusiasmante, anche per la risposta del pubblico. Grazie poi alla diretta streaming, ci sono giunti molti sms di stima anche dall'estero.



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